Associazioni e regime IVA: ANCeSCAO A.P.S. a tutela dei Centri Socioculturali

ANCeSCAO A.P.S, l' Associazione Nazionale dei Centri Sociali, Comitati Anziani e Orti, esprime la propria forte preoccupazione per le ricadute dell'art. 108 della Legge di Bilancio sul mondo dell'Associazionismo.

 

In linea con il Forum Nazionale del Terzo Settore, ANCeSCAO A.P.S. - che rappresenta circa 1.400 associazioni e 350.000 iscritti in tutta Italia – evidenzia come, in caso d'approvazione dell'articolo, le associazioni che non hanno scopo di lucro e che svolgono essenziali attività di interesse generale, verranno assoggettate al regime IVA, con un forte aggravio di adempimenti burocratici e del carico contributivo.

Un problema che si aggiunge a quelli legati al nuovo regime fiscale introdotto dal Codice del Terzo settore che ha forti limiti. Con l’approssimarsi dell’entrata in funzione del Registro nazionale gli enti hanno necessità di scegliere il loro futuro in un quadro di certezze e invece, a tre anni dall’approvazione del Codice, siamo ancora in attesa di una interpretazione di norme spesso confuse e contraddittorie e che rischiano di appesantire ulteriormente il carico fiscale.

I Centri Socioculturali ANCeSCAO, già così duramente colpiti degli effetti della pandemia, con l'approvazione di tale norma, verrebbero quindi ulteriormente indeboliti rendendo più difficile la piena ripresa delle attività sociali e solidaristiche in favore della collettività, con particolare riferimento a quelle rivolte alla popolazione più anziana, che vede nei Centri dei punti di riferimento irrinunciabili.

ANCeSCAO A.P.S sostiene e incoraggia quindi tutte le azioni di confronto con Governo e Parlamento messe in campo dal Forum Nazionale del Terzo Settore, e ribadisce la necessità di modificare l’art. 108 e chiede l’introduzione in Legge di Bilancio di alcune modifiche interpretative della parte fiscale del Dlgs 117/17.

In conclusione facciamo nostre le parole della Portavoce Nazionale del Forum del Terzo Settore, Claudia Fiaschi: “Abbiamo accettato di buon grado le nuove stringenti norme di trasparenza, a volte più impegnative che per tanti soggetti profit. Ci aspettiamo ora che gli apprezzamenti che

vengono rivolti quotidianamente alla meritorietà delle nostre azioni si traducano in norme fiscali coerenti con lo spirito della riforma. Senza una fiscalità effettivamente premiante è tutto l’impianto della riforma ad andare in crisi.

2020