Insieme a Nissoria per riscoprire i gusti di una volta

Il Centro Diurno Anziani 'S. Giuseppe' riporta in tavola gli antichi sapori della tradizione siciliana con la Festa della Mostarda. 

L’autunno ci porta dei frutti succulenti e, tra gli altri, i Fichi d’India, originari del Centroamerica, che le calde terre del Sud e, in particolare, della Sicilia, accolgono e portano a maturazione. Forti all’esterno (presentano una buccia spessa e piena di spine urticanti che si attaccano a chi vuole raccoglierli o si avvicini alla pianta, perché esse – le spine – sono anche trasportate dal vento), ma dalla polpa callosa, dolce, dai mille semini. Noti sono i molteplici benefici per la nostra salute: aiutano ad abbassare il colesterolo, sono ricchi di vitamine, specialmente della “C”, e di vari minerali, tra cui il potassio.

La storia ci insegna che i Fichi d’India hanno sempre fatto parte della tavola delle famiglie siciliane, che con il tempo hanno imparato a sfruttarne il gusto unico e insostituibile. Una delle ricette tradizionali della nostra isola è, appunto, la mostarda: in assoluto un regalo alla gastronomia siciliana di cui, una volta assaggiata, è impossibile dimenticarne il gusto.

Il nostro Centro Diurno Anziani “S. Giuseppe” di Nissoria, fin dal 2012, anno dell’insediamento dell’attuale Presidente, ha privilegiato la riscoperta, la conservazione e la diffusione delle tradizioni locali, tra cui proprio la preparazione della mostarda. È ancora vivo in molti dei nostri soci il ricordo dei “tempi antichi”, quando sulle ringhiere di balconi e terrazze si stendevano “tavolate” ricoperte da veli per proteggere dagli insetti il prezioso frutto lavorato!
Ebbene, ogni anno il nostro Centro organizza la “Festa della Mostarda”, momento di incontro e di socializzazione per i soci, ma anche occasione per riscoprire i gusti di una volta. L’iniziativa è gradita anche ai forestieri che accorrono dai paesi limitrofi.
Purtroppo, a causa del Covid, negli ultimi due anni abbiamo limitato la partecipazione ai soli soci, ridimensionando anche la festa.

LA RICETTA

1° Tempo: Alcuni soci, volontari, si ritrovano già alle prime luci dell’alba in campagna, impegnati nella raccolta dei Fichi d’India per mezzo di spessi guanti e di un bastone telescopico, fornito in cima di due “bocche” di dimensioni diverse. I frutti vengono riposti in capienti cassette e trasportati nei locali del Centro.
Poiché non è opportuno continuare la raccolta dopo le ore 9.00, non solo perché i soci, “datati”, sono già stanchi, ma anche perché è più facile beccare le spine volanti, è necessario riprendere nei giorni successivi.

2° Tempo: Altri soci, volontari, si occupano subito dopo di sbucciare il frutto e riporlo in capaci pentoloni, sul fuoco vivo, fino a che il contenuto non si trasformi in un impasto omogeneo e cremoso.

3° Tempo: La crema viene, poi, passata a setaccio per liberarla dei semini e si ripone in altri pentoloni sul fuoco, dove con dei robusti bastoni viene lungamente, per ore, rimescolata, con l’aggiunta via via di farina di grano duro, fino a ridurne il volume quasi ad un terzo dell’originario. Ecco la “Mostarda”!

Soci e non soci, ghiottoni, prenotano la quantità che desiderano e si presentano puntualmente al Centro, appena la crema viene distribuita nei piatti, per assaggiarla ancora calda.

Parte della crema si versa in piccole formine, che vengono esposte al sole, per farla indurire; poi si consumerà a pezzi. Lasciata per circa tre mesi avvolta in tovaglie, a Dicembre, appare rivestita di bianco: è lo zucchero dei Fichi d’India che affiora!

(Alcune fotografie delle passate edizioni)

VARIANTE n. 1: Senza aggiunta di farina, il succo dei Fichi d’India viene ulteriormente fatto bollire: si ottiene il “Vino cotto”, che si conserva in barattoli di vetro per consumarlo con pane tostato.

VARIANTE n. 2: I “Mostaccioli” (detti “Mastazzola” in siciliano): Con il vino cotto, rappreso, si preparano anche dei tipici biscotti, secchi, aromatizzati con cannella, buccia d’arancia tritata, mandorle tostate.

(Alcune fotografie delle passate edizioni)

A conclusione del progetto, i soci sono felici di essersi ritrovati e di aver contribuito alla conservazione di una tradizione gastronomica genuina!

La presidente
Rosalinda Scaminaci Russo

Sicilia, 2021