"Grazie Irene". Il Centro Anziani Rhodensi ricorda l'ex-Presidente

Volontariato, solidarietà e amore per il prossimo. Il Comune di Rho (MI) conferisce l'onorificenza civica alla fondatrice del C.R.A.R..

Ci sono persone che vivono per donare un sorriso. Tra queste Irene Ciraulo, ex-Presidente e fondatrice del Centro Ricreativo Anziani Rhodensi, circolo aderente ad ANCeSCAO A.P.S., che negli anni è divenuto un punto di ritrovo e riferimento per molti nella comunità di Rho, alle porte di Milano, un luogo che ha permesso di coltivare e diffondere un forte spirito di unione e altruismo fra chi lo ha vissuto e continua a frequentarlo ancora oggi. Questo grazie all'entusiasmo e all'indole buona di Irene, scomparsa nel 2019, la cui vita è stata definita un vero e proprio inno alla carità, una virtù che il Comune di Rho ha voluto riconoscere in sua memoria conferendole l'onorificenza civica, consegnata al Comitato Direttivo del centro presieduto oggi da Mauro Di Fazio.  

"Una donna forte, tenace e piena di energia che ha caratterizzato la nostra città per iniziative e attività rivolte soprattutto agli anziani. Un esempio per tutti noi. Con il suo sorriso e la sua allegria ha saputo dimostrare cosa sono la generosità e l'amore verso la propria città".

"In tanti anni della sua combattiva, instancabile e intensa attività associativa con gli anzini di Rho, per gli anziani di Rho, ma non solo, la sua era diventata una presenza quasi istituzionale. Ci ha insegnato ad amare la nostra gente e la nostra comunità".

Questo il ricordo dei rappresentanti istituzionali, locali e regionali e di tutti coloro che hanno conosciuto Irene e il suo spirito profondo, innato e sincero per il volontariato e la solidarietà che ha manifestato sin dall'infanzia: "Nata in Calabria, proprio dalla povertà che era la realtà quotidiana di quel territorio, Irene ha imparato il pregio della condivisione, la disponibilità a dividere con gli altri il poco, a volte il pochissimo che aveva." ci raccontano i volontari del C.R.A.R. "Arrivata a Rho ha continuato ad essere sempre attenta ai bisogni e alle aspettative degli altri, di tutti, ma soprattutto degli anziani. A questa grande generosità ha affiancato una grande forza che l'ha vista sempre in prima fila a combattere le giuste battaglie, a difendere i diritti di tutti, specie degli ultimi".

Consapevole che la solitudine è uno dei mali peggiori, soprattutto per gli anziani, Irene fondò il C.R.A.R. con l'obiettivo di costruire uno spazio in cui promuovere aggregazione, divertimento, allegria e volontà di fare del bene insieme, per gli altri, fronteggiando le difficoltà presenti sul territorio. Nel corso del tempo il centro è cresciuto attirando a sé un folto gruppo di volontarie e volontari che insieme a Irene sono stati la vera anima del centro. Il grande altruismo e spirito d'intraprendenza di Irene si è manifestato in tantissime occasioni.

Lodevole l'idea di aprire nel 2012, sempre al centro, il primo dormitorio per i senzatetto di Rho. "A Gennaio il C.R.A.R. era finalmente riuscito ad avere una sede propria, molto ampia e in una posizione centrale in quanto ospitava l'ex mensa comunale. - raccontano i volontari - Quell'anno l'inverno fu molto freddo: il termometro segnò per giorni una temperatura a - 10°C. Le persone senza riparo vivevano grossi disagi nel dover affrontare notti tanto gelide. Irene, con sua solita attenzione e sensibilità verso gli ultimi, collaborò all'epoca con l'Assessore Negrini per aprire le porte del centro e accogliere tutti i senzatetto, dando inizio di fatto al primo dormitorio della città di Rho". Fu per tutti un'esperienza bellissima di coesione e condivisione che arricchì in maniera significativa l'animo di ognuno: grazie a Irene le persone ospitate non trovarono solo un letto al riparo dal freddo ma anche il calore di una famiglia.

Da qui l'idea di offrire non solo un letto caldo, ma anche pasti garantiti a pranzo e cena. In accordo con l'allora Sindaco Romano e l'Assessore Negrini, venne ospitata presso il centro la mensa dei poveri gestita da Caritas e rimasta senza sede; una convivenza che presentava difficoltà oggettive di coabitazione ma che vennero prontamente superate con disponibilità e generosità. L'esperienza proseguì per ben 6 anni, fino a quando sia il C.R.A.R. che la mensa Caritas non trovarono nuove destinazioni.

Tutti insieme, nessuno escluso. Tutto questo e moltissimo altro fu possibile grazie all'entusiasmo contagioso di Irene, convinta che lo stare insieme fosse, soprattutto per gli anziani, un modo per sfuggire alla solitudine. Per questo motivo cominciò a coinvolgere ognuno nel partecipare attivamente alla vita dell'associazione poiché ognuno doveva sentirsi utile. C'era sempre qualcosa da fare e mai tempo per annoiarsi: dalle telefonate per mantenere contatti quotidiani con i soci all'organizzazione delle attività pomeridiane, i compleanni da festeggiare, le gite da organizzare, le domeniche danzanti da programmare... Per Irene nessuno doveva sentirsi escluso e tutti, con le proprie forze e capacità, dovevano essere propositivi e partecipi nella grande famiglia del C.R.A.R.

Irene sapeva anche quanto i 'suoi' anziani fossero legati alle proprie origini, alla loro terra. Lei stessa nel tempo si era perfettamente integrata a Rho, ma non dimenticava mai la sua terra natia. Nacquero così gli appuntamenti mensili con le sagre regionali in cui ogni gruppo proveniente da diversi territori, a turno, organizzava per i soci e i propri familiari una festa tipica per celebrare le tradizioni, la cucina, i costumi e l'arte della propria regione. Ed ecco gli spazi del centro animarsi di mani abili ed esperte che tagliavano e cucivano costumi tradizionali, orgogliose cuoche che preparavano gustose prelibatezze e specialità e attori e cantanti improvvisati cimentarsi in divertenti scenette teatrali ed interpretazioni canore.

Tutto questo era ed è ancora oggi il C.R.A.R., non un semplice centro in cui darsi appuntamento per due chiacchiere ma un luogo in cui costruire vero e proprio benessere sociale grazie a tante piccole azioni e al contributo di tutti. Un luogo che Irene ha amato e curato fino all'ultimo con tutto il cuore.

Lombardia, #ripresAncescao, 2022